Tabella colori dei resistori per LED - come leggere e scegliere

Tabella colori LED per resistori: codici, tolleranza e coefficiente di temperatura.

Scritto da

Giobbe Ferrara

Pubblicato il

1 giu 2026

Indice

Quando si progetta un piccolo circuito a LED, la resistenza in serie non è un dettaglio: decide quanta corrente entra nel diodo, quanta luce produce e quanto dura nel tempo. La tabella colori LED utile in pratica è quella dei resistori, perché le strisce non descrivono il diodo ma il suo valore elettrico. Qui trovi il modo più rapido per leggerle, calcolare il valore giusto e scegliere il componente commerciale più adatto.

Le informazioni essenziali per non sbagliare il resistore del LED

  • Nei resistori a 4 bande le prime due strisce sono le cifre, la terza è il moltiplicatore e la quarta indica la tolleranza.
  • La banda oro o argento si legge di solito a destra: aiuta a capire il verso corretto del componente.
  • Per un LED si usa la formula R = (V alimentazione - Vf) / I, poi si arrotonda al valore standard successivo.
  • Nei montaggi hobby i valori più ricorrenti sono 220 Ω, 330 Ω, 470 Ω, 680 Ω, 820 Ω e 1 kΩ.
  • Se la potenza dissipata cresce, non basta il valore in ohm: va controllata anche la potenza del resistore.

Tabella colori LED per resistori a 4, 5 e 6 bande. Illustra codici colore, valori e tolleranze.

La tabella dei colori dei resistori per i circuiti LED

Quando parlo di resistori per LED, io penso quasi sempre ai componenti a 4 bande: sono i più comuni nei kit, nelle breadboard e nei piccoli progetti domestici. Il sistema è semplice: le prime due bande indicano le cifre significative, la terza il moltiplicatore, la quarta la tolleranza. Nei progetti LED questa lettura basta nella maggior parte dei casi, perché i valori richiesti ricadono spesso nelle serie commerciali più diffuse.

Colore Cifra Moltiplicatore Tolleranza tipica
Nero 0 x1 -
Marrone 1 x10 ±1%
Rosso 2 x100 ±2%
Arancione 3 x1.000 ±3%
Giallo 4 x10.000 ±4%
Verde 5 x100.000 ±0,5%
Blu 6 x1.000.000 ±0,25%
Viola 7 x10.000.000 ±0,1%
Grigio 8 x100.000.000 ±0,05%
Bianco 9 x1.000.000.000 non comune
Oro - x0,1 ±5%
Argento - x0,01 ±10%
Nessuna banda - - ±20%

Un resistore da 220 Ω, per esempio, si legge rosso, rosso, marrone, oro: 22 moltiplicato per 10. Un 5600 Ω diventa verde, blu, rosso, oro: 56 moltiplicato per 100. Sono esempi semplici, ma utili, perché sono proprio questi valori che tornano spesso nei montaggi con LED indicatori e alimentazioni da banco.

Nei resistori a 5 bande, invece, le prime tre strisce sono cifre significative e il resto scorre a destra. Nei 6 bande si aggiunge un’ulteriore informazione sulla temperatura, un dettaglio più da circuito di precisione che da hobby LED. Capito questo, il passo successivo è leggere il componente nel verso corretto senza farsi ingannare dalla disposizione delle bande.

Come leggere le bande senza confondere lato destro e lato sinistro

Qui l’errore più frequente è banale, ma costoso: si prende il resistore nel verso sbagliato e il valore risultante diventa completamente diverso. Io parto sempre dalla banda di tolleranza, di solito oro o argento, che spesso è un po’ separata dalle altre. Quella banda sta quasi sempre a destra, quindi si legge il resistore da sinistra verso destra.

Numero di bande Significato Quando capita
3 bande 2 cifre + moltiplicatore Resistori semplici, tolleranza implicita del 20%
4 bande 2 cifre + moltiplicatore + tolleranza Il caso più comune nei circuiti LED
5 bande 3 cifre + moltiplicatore + tolleranza Resistori più precisi o assortimenti di qualità superiore
6 bande 3 cifre + moltiplicatore + tolleranza + coefficiente termico Applicazioni di precisione, meno tipiche nel fai-da-te

Un esempio classico aiuta a fissare il metodo: verde, blu, rosso, oro significa 56 e poi moltiplicatore x100, quindi 5600 Ω con tolleranza ±5%. Se inverti il verso di lettura, perdi immediatamente il senso del codice. Per questo io controllo sempre due cose insieme: la banda più distanziata e il valore che mi aspetto dal progetto. Se sto cercando un resistore per un LED da 5V, un 220 Ω o un 330 Ω ha molto più senso di un valore casuale da decine di kilo-ohm.

Quando il verso è chiaro, la parte davvero utile diventa il calcolo del valore giusto per il tuo LED. Ed è lì che la tabella colori smette di essere teoria e diventa uno strumento di progetto.

Come calcolare la resistenza del tuo LED

La formula pratica è sempre la stessa: R = (V alimentazione - Vf) / I. La tensione di alimentazione è quella della tua sorgente, Vf è la tensione diretta del LED e I è la corrente desiderata. In un circuito semplice io considero spesso 10 mA come punto di partenza prudente per un LED indicatore; 15 mA è un valore ancora comune, ma va usato con più attenzione alla scheda tecnica del componente.

Il punto delicato è Vf, perché non esiste un solo valore valido per tutti i LED. Il colore influisce, ma conta anche la tecnologia interna e il costruttore. In pratica, questi intervalli sono quelli che uso più spesso come riferimento iniziale:

  • Rosso: circa 1,8-2,0 V
  • Giallo o ambra: circa 2,0-2,2 V
  • Verde: circa 2,1-3,2 V, a seconda del tipo
  • Blu e bianco: circa 3,0-3,4 V
Alimentazione LED Calcolo teorico Valore commerciale consigliato Bande del resistore
5 V Rosso, Vf 2,0 V, 15 mA 200 Ω 220 Ω Rosso, rosso, marrone, oro
5 V Bianco, Vf 3,2 V, 10 mA 180 Ω 180 Ω o 220 Ω Marrone, grigio, marrone, oro
9 V Rosso, Vf 2,0 V, 10 mA 700 Ω 820 Ω in E12, 680 Ω in E24 Grigio, rosso, marrone, oro o blu, grigio, marrone, oro
12 V Rosso, Vf 2,0 V, 10 mA 1.000 Ω 1 kΩ Marrone, nero, rosso, oro

Il criterio che seguo è semplice: se il valore teorico cade tra due standard, scelgo quello più alto. Il LED perde un po’ di luminosità, ma il circuito guadagna margine e il rischio di sovracorrente scende subito. In un progetto LED questo compromesso è quasi sempre più intelligente di una scelta aggressiva. Da qui si capisce anche perché alcuni valori tornano così spesso nel cassetto dei componenti.

I valori commerciali che uso più spesso nei montaggi reali

La norma IEC 60063 organizza le serie commerciali dei resistori in famiglie come E12 ed E24. Nel fai-da-te elettronico, la serie E12 è quella che incontro più spesso: è sufficiente per moltissimi LED di segnalazione, pannelli semplici e prove su breadboard. Quando serve una regolazione più fine, la E24 offre più gradini intermedi.

Valore Bande a 4 strisce Uso tipico nei LED
220 Ω Rosso, rosso, marrone, oro 5 V, LED indicatori, compromesso equilibrato tra luce e sicurezza
330 Ω Arancione, arancione, marrone, oro 5 V con un po’ più di margine e meno corrente
470 Ω Giallo, viola, marrone, oro Quando voglio abbassare la corrente e ridurre il calore
680 Ω Blu, grigio, marrone, oro Molto utile con 9 V o con LED particolarmente efficienti
820 Ω Grigio, rosso, marrone, oro Scelta prudente in E12 quando il valore teorico è intorno ai 700 Ω
1 kΩ Marrone, nero, rosso, oro 12 V, test rapidi, luminosità più morbida
2,2 kΩ Rosso, rosso, rosso, oro Segnalazione debole o catene con corrente molto limitata

Questi sono i valori che io tengo più vicini alla postazione di lavoro perché coprono la maggior parte dei casi reali. Un 330 Ω su 5 V è spesso più che sufficiente per un LED comune; un 470 Ω diventa utile quando la luminosità è già abbondante e non vuoi spingere troppo la corrente. Se invece stai alimentando un singolo LED da 12 V, 1 kΩ è una base di partenza molto pulita.

Il vero vantaggio della lettura a colori, in questo contesto, è che ti permette di riconoscere subito il resistore giusto senza misurarlo ogni volta con il multimetro. Eppure ci sono errori ricorrenti che rovinano anche i montaggi più semplici, quindi li tratto sempre per ultimi prima di chiudere un progetto.

Gli errori che vedo più spesso nei circuiti con LED

  • Non usare alcun resistore: il LED può accendersi, ma la corrente non è controllata e il componente si surriscalda rapidamente.
  • Scambiare il verso di lettura delle bande: il valore risultante diventa sbagliato e il montaggio perde coerenza.
  • Confondere il colore del LED con la sua Vf: due LED apparentemente simili possono avere caratteristiche elettriche diverse.
  • Mettere più LED in parallelo con un solo resistore: la corrente non si divide in modo uniforme e la luminosità diventa irregolare.
  • Ignorare la potenza del resistore: un valore corretto in ohm può comunque essere inadatto se il componente dissipa troppo calore.

Per i piccoli progetti a LED, un resistore da 1/4 W è spesso sufficiente, ma io controllo sempre la dissipazione quando la tensione sale o quando il circuito resta acceso a lungo. Se la potenza calcolata si avvicina al limite, preferisco salire a 1/2 W: il costo cambia poco, la tranquillità molto. Questa è una di quelle decisioni in cui l’esperienza conta più dell’ottimismo.

La regola che applico quando il valore perfetto non c’è

Quando il valore teorico non coincide con uno standard commerciale, io faccio tre passi: calcolo, arrotondo verso l’alto, verifico la potenza. Se mi serve 200 Ω e ho in mano 220 Ω, non mi pongo il problema; se mi serve 700 Ω e lavoro con la serie E12, 820 Ω è la scelta prudente. Se invece ho a disposizione anche la E24, 680 Ω o 750 Ω mi permettono di restare più vicino al target senza forzare il LED.

È una regola semplice, ma funziona perché mette al centro la durata del circuito invece della luminosità momentanea. Un LED che resta stabile, freddo e prevedibile vale più di uno che sembra più brillante per pochi minuti. Se tengo a mente questo principio, la lettura della tabella e la scelta del resistore diventano due gesti rapidi, quasi automatici, e il montaggio finale risulta molto più pulito.

Domande frequenti

Nei resistori a 4 bande le prime due strisce sono le cifre, la terza è il moltiplicatore e la quarta indica la tolleranza. In genere la banda oro o argento sta a destra e aiuta a capire il verso corretto di lettura. Per esempio, rosso, rosso, marrone, oro corrisponde a 220 Ω.

La formula pratica è R = (V alimentazione - Vf) / I. Dopo il calcolo, conviene arrotondare al valore standard successivo per restare più prudenti sulla corrente. Per esempio, con un LED rosso da 5 V e 15 mA il valore teorico è 200 Ω, ma si sceglie spesso 220 Ω.

Nell’articolo i valori più ricorrenti sono 220 Ω, 330 Ω, 470 Ω, 680 Ω, 820 Ω e 1 kΩ. 220 Ω e 330 Ω sono tipici per alimentazioni da 5 V, 680 Ω e 820 Ω tornano utili con 9 V, mentre 1 kΩ è una scelta molto comune per 12 V o per una luce più morbida.

I più frequenti sono non usare alcun resistore, leggere le bande nel verso sbagliato, mettere più LED in parallelo con un solo resistore e ignorare la potenza dissipata. Per molti montaggi hobby un resistore da 1/4 W basta, ma se la dissipazione sale è meglio passare a 1/2 W.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

resistori led codice colori tolleranza serie e

Condividi post

Giobbe Ferrara

Giobbe Ferrara

Mi chiamo Giobbe Ferrara e ho accumulato 15 anni di esperienza nel campo della tecnologia, degli hobby e del tempo libero. La mia passione per questi argomenti è iniziata fin da giovane, quando ho scoperto quanto possa essere affascinante esplorare nuove tecnologie e dedicarmi a attività creative. Scrivere di tecnologia mi permette di condividere le ultime novità e tendenze, mentre mi piace anche approfondire hobby che possono arricchire la vita quotidiana delle persone. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e facilmente comprensibili. Sono sempre attento a controllare le fonti e a confrontare le informazioni, per garantire che i miei lettori possano fidarsi di ciò che leggono. Mi piace semplificare argomenti complessi e organizzare le conoscenze in modo chiaro, affinché chiunque possa trarre vantaggio dai miei articoli. Spero che le mie parole possano ispirare e aiutare gli altri a scoprire e approfondire le proprie passioni.

Scrivi un commento