Anycubic Slicer Next, come ottenere stampe FDM più affidabili

Impostazioni filamento PETG in Anycubic Slicer: tipo, fornitore e diametro.

Scritto da

Ippolito Vitali

Pubblicato il

12 apr 2026

Indice

Quando una stampa 3D esce bene, gran parte del merito non sta solo nella macchina: conta molto il modo in cui il modello viene trasformato in istruzioni leggibili dalla stampante. Per le macchine Anycubic FDM, questo passaggio passa oggi soprattutto da Anycubic Slicer Next, il software con cui scelgo profilo, temperature, supporti, velocità e percorso di stampa. In questa guida spiego che cosa fa davvero, come si usa in pratica, quando conviene rispetto alla vecchia versione e quali impostazioni incidono di più sul risultato finale.

Lo slicer giusto decide qualità, tempi e affidabilità della stampa

  • Per le stampanti FDM Anycubic, il software attuale è Slicer Next; per la resina serve un programma diverso.
  • Il flusso corretto parte da importazione modello, scelta stampante e materiale, slicing e verifica anteprima.
  • Le leve che contano di più sono altezza layer, temperatura, flusso, velocità, supporti e raffreddamento.
  • La vecchia versione resta usabile, ma non riceve più aggiornamenti.
  • Se cambi filamento o brand, conviene ricalibrare prima di fidarti di un profilo che “sembra buono”.

Che cosa fa davvero il software di slicing di Anycubic

Io penso allo slicer come al traduttore tra il modello 3D e la stampante. Prende il file del progetto, lo interpreta in base alla macchina, al materiale e all’ugello montato, poi genera il G-code, cioè la sequenza di istruzioni che guiderà movimenti, temperature, estrusione e ritrazione strato dopo strato.

Nel caso delle stampanti FDM Anycubic, il ruolo oggi è coperto dallo slicer attuale della casa, mentre per le macchine a resina la logica cambia: lì si usa un software dedicato, come Photon Workshop. Sul sito Anycubic viene descritto come un software open source basato su OrcaSlicer e ottimizzato per le stampanti del marchio, quindi il suo vantaggio reale non è solo “aprire il modello”, ma partire già con profili pensati per l’hardware giusto.

La distinzione conta più di quanto sembri: usare il programma sbagliato può far perdere tempo, creare supporti inutili o imporre impostazioni poco adatte al tipo di stampa. Da qui in poi il punto non è più solo “quale software apro”, ma “come preparo il progetto per arrivare alla stampa con meno tentativi possibili”.

Modello 3D di una barca (Benchy) preparato per la stampa 3D con Anycubic slicer, con indicazione del tempo di stampa e del materiale.

Come preparo un modello senza perdere tempo in correzioni inutili

Quando apro il progetto, io parto sempre dalla configurazione iniziale e non dal modello in sé. Il primo avvio chiede regione, stampante e materiali: non è un passaggio ornamentale, perché serve a caricare preset coerenti con la macchina che stai usando. In pratica, ti evita di stampare con parametri nati per un altro telaio, un altro ugello o un altro filamento.

  1. Seleziona la stampante corretta: ogni profilo porta con sé limiti di volume, nozzle e velocità sensate per quel modello.
  2. Scegli il materiale: PLA, PETG, ABS o TPU non vanno trattati come equivalenti, nemmeno quando il pezzo sembra semplice.
  3. Importa il file giusto: lo slicer gestisce formati come 3MF, STL, STEP/STP, AMF e OBJ; io preferisco 3MF quando voglio conservare più contesto del progetto.
  4. Orienta il modello: una rotazione minima può ridurre supporti, tempi e rischio di difetti sulle facce visibili.
  5. Controlla l’anteprima: prima del taglio finale, guardo sempre layer, supporti e traiettorie principali.
  6. Esporta o invia il lavoro: puoi salvare su supporto esterno oppure, se il flusso lo consente, usare funzioni di invio e controllo remoto.

Un dettaglio che molti saltano: al primo avvio conviene aprire il controllo aggiornamenti e usare il preset più recente disponibile, perché i profili di una stampante cambiano più spesso di quanto si pensi. Da qui il passo successivo è capire quali parametri toccare davvero e quali lasciare in pace.

Le impostazioni che cambiano davvero il risultato

Lo slicer espone decine o centinaia di parametri, ma nella pratica ne muovo pochi alla volta. Anycubic li raggruppa in tre famiglie principali, cioè stampante, filamento e processo: è una divisione sensata, perché ti costringe a capire dove nasce il problema invece di modificare tutto insieme.

Parametro Effetto pratico Quando lo tocco
Altezza layer Definisce dettaglio, tempo e qualità delle superfici Quando devo scegliere tra finitura più fine e stampa più rapida
Temperatura del filamento Influenza adesione tra strati, stringing e adesione al piatto Quando il pezzo si apre, cola troppo o non aderisce bene
Flusso Regola quanta plastica esce davvero dall’ugello Quando vedo sotto-estrusione o rigonfiamenti
Velocità Incide su vibrazioni, rumore, precisione e tempi totali Quando il pezzo mostra ghosting o perdo qualità sui dettagli
Supporti Rendono stampabili le sporgenze ma lasciano segni da rimuovere Quando l’overhang è troppo pronunciato per reggere da solo
Raffreddamento e ritrazione Riduce fili, sbavature e difetti su ponti e cambi di direzione Quando il modello mostra stringing o superfici sporche

Come punto di partenza, su molti setup FDM una altezza layer di 0,2 mm con ugello da 0,4 mm resta il compromesso più stabile. Non è un dogma: per miniature, prototipi estetici o pezzi che richiedono più dettaglio si scende; per oggetti funzionali si può salire, ma solo se la geometria lo consente. Io cerco di cambiare una sola leva alla volta, altrimenti non capisco più cosa ha davvero migliorato o peggiorato il risultato.

Ed è proprio qui che entra il confronto tra le varie opzioni software, perché non tutte le stampanti Anycubic e non tutte le esigenze richiedono lo stesso percorso.

Quando conviene Slicer Next, quando basta il vecchio software e quando serve altro

Secondo Anycubic Wiki, la versione precedente dello slicer di casa continua a funzionare, ma non riceverà più aggiornamenti. Questo, tradotto in pratica, significa che può ancora andare bene per un impianto già stabile, però non è la scelta che io consiglierei a chi sta configurando oggi una stampante nuova o vuole seguire l’evoluzione dei profili ufficiali.

Software A chi serve Punti forti Limiti
Slicer Next Utenti FDM Anycubic che vogliono il percorso più attuale Profili ottimizzati, base OrcaSlicer, funzioni di controllo e gestione più moderne Resta più naturale dentro l’ecosistema Anycubic
Versione precedente di slicing Anycubic Chi ha già un flusso stabile e non vuole cambiare subito Continua a funzionare e può essere familiare Nessun aggiornamento futuro; il riferimento finale è fermo alla 1.4.4
Photon Workshop Stampanti a resina Anycubic Supporti e slicing pensati per resin printing Non è il tool giusto per FDM

Se stampi solo con macchine Anycubic recenti, io partirei senza esitazioni da Slicer Next. Se invece lavori su una macchina già calibrata e non vuoi toccare nulla finché tutto funziona, puoi tenere la versione precedente come soluzione di continuità. La scelta davvero sbagliata non è tra “vecchio” e “nuovo”, ma tra software coerente con la tecnologia della stampante e software usato per abitudine.

Gli errori che vedo più spesso sulle stampanti Anycubic

La maggior parte dei problemi non nasce da un bug del programma, ma da una sequenza di piccole scelte sbagliate. La buona notizia è che si possono evitare quasi sempre con un metodo semplice e un po’ di disciplina sui preset.

  • Profilo macchina errato: se carichi un profilo diverso dal tuo modello reale, tutto il resto parte falsato.
  • Materiale non ricalibrato: quando cambi marca di filamento, conviene ricalibrare temperatura e flusso prima di fidarti del profilo salvato.
  • Troppe modifiche insieme: se tocchi velocità, temperatura, retrazione e supporti nello stesso momento, non saprai più cosa ha funzionato.
  • Orientamento scelto male: molti pezzi falliscono perché il modello è stato lasciato nella posizione più comoda da importare, non nella più stampabile.
  • Anteprima ignorata: il layer preview mostra subito se stai generando isole, ponti difficili o supporti inutili.
  • Settaggi troppo aggressivi: aumentare velocità e ridurre raffreddamento insieme può far salire i tempi di correzione invece di ridurli.

Io controllo sempre anche il primo strato: se il fondo non parte bene, il resto del lavoro ha poche possibilità di salvarsi. Da qui la domanda utile non è solo come evitare gli errori, ma quale configurazione conviene davvero alla tua macchina.

La scelta giusta per la tua macchina e i prossimi passi

Se devo dare un criterio rapido, lo riassumo così: stampante FDM Anycubic recente, software attuale; resina, software dedicato; setup vecchio ma già stabile, continuità prima di tutto. La documentazione ufficiale indica anche una base tecnica abbastanza chiara: Windows 10 a 64 bit o superiore, macOS 10.15 o superiore e Ubuntu 24.04 solo per Linux, con almeno 8 GB di RAM e 16 GB consigliati per lavorare senza troppi rallentamenti su modelli pesanti.

  • Se hai una FDM Anycubic recente, usa il software attuale della casa e carica prima i preset corretti.
  • Se hai una stampante resin Anycubic, passa a Photon Workshop invece di forzare un flusso FDM.
  • Se lavori su un computer poco recente, verifica subito i requisiti minimi prima di importare progetti grandi.
  • Se cambi filamento, tratta il nuovo materiale come un test, non come una copia esatta del precedente.
  • Se vuoi stabilità, salva i profili che funzionano davvero, così eviti di ricominciare ogni volta da zero.

Il punto, alla fine, è semplice: con un profilo giusto, un controllo serio dell’anteprima e poche regolazioni fatte con criterio, lo slicer smette di essere un ostacolo e diventa parte del processo creativo. Ed è lì che la stampa 3D comincia davvero a dare risultati affidabili.

Domande frequenti

Slicer Next è la scelta giusta se stai configurando oggi una FDM Anycubic recente: usa profili più attuali e una base OrcaSlicer. La versione precedente continua a funzionare, ma non riceverà più aggiornamenti, quindi ha senso soprattutto se hai già un flusso stabile e non vuoi cambiarlo. Per le stampanti a resina, invece, serve Photon Workshop.

Il passo giusto è importare il file, selezionare stampante e materiale, orientare il modello, controllare l'anteprima e solo dopo esportare o inviare il lavoro. Lo slicer supporta formati come 3MF, STL, STEP/STP, AMF e OBJ, ma 3MF è spesso il più utile se vuoi conservare più contesto del progetto. L'anteprima va sempre controllata perché mostra subito supporti, layer critici e traiettorie problematiche.

Le leve principali sono altezza layer, temperatura del filamento, flusso, velocità, supporti, raffreddamento e ritrazione. Come base di partenza, su molte FDM una altezza layer di 0,2 mm con ugello da 0,4 mm è un compromesso stabile tra dettaglio e tempo. Se però cambi filamento, geometria o obiettivo del pezzo, conviene regolare una sola variabile alla volta per capire davvero cosa ha migliorato il risultato.

Ogni volta che cambi filamento o brand. PLA, PETG, ABS e TPU non si comportano allo stesso modo, quindi temperatura e flusso vanno verificati di nuovo prima di considerare affidabile un profilo. Lo stesso vale se compaiono sintomi come sotto-estrusione, stringing, superfici sporche o scarsa adesione al piatto.

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slicer fdm g-code supporti filamento

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Ippolito Vitali

Ippolito Vitali

Mi chiamo Ippolito Vitali e ho accumulato 8 anni di esperienza nel campo della tecnologia, dei hobby e del tempo libero. La mia passione per questi argomenti è nata da un interesse personale che si è trasformato in una vera e propria missione: aiutare gli altri a esplorare e comprendere le meraviglie del mondo tecnologico. Scrivo di tutto, dalle ultime innovazioni alle tecniche per ottimizzare il tempo libero, cercando sempre di semplificare concetti complessi e rendere le informazioni accessibili. Nel mio lavoro, mi impegno a controllare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire contenuti utili, accurati e aggiornati. Seguo le tendenze del settore con attenzione, organizzando le mie conoscenze in modo chiaro e comprensibile. Credo che la tecnologia e il tempo libero possano migliorare la qualità della vita, e mi piace condividere queste idee con i lettori, offrendo spunti pratici e riflessioni stimolanti.

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