Attestato A2 drone - come ottenerlo e cosa puoi fare davvero

Manuale per il patentino droni Open A2, con esercizi per superare l'esame e diventare pilota.

Scritto da

Eustachio Fiore

Pubblicato il

8 giu 2026

Indice

Il percorso per ottenere l’attestato A2 drone interessa chi vuole passare da un uso molto prudente a operazioni più flessibili, soprattutto con un drone C2 e in contesti dove le persone non coinvolte non sono così lontane. Qui metto in ordine cosa significa davvero, quali requisiti servono in Italia, come si affronta l’esame e quali limiti restano in vigore anche dopo il rilascio. La differenza pratica non è teorica: cambia il tipo di ripresa, il margine di manovra e il modo in cui pianifichi ogni volo.

Cosa serve sapere prima di partire

  • Il certificato A2 abilita operazioni nella categoria open con droni di classe C2, in genere sotto i 4 kg.
  • Per ottenere il titolo in Italia serve già la prova A1/A3, l’addestramento pratico autodichiarato e un esame teorico aggiuntivo.
  • Il diritto fisso richiesto per l’esame è di 31 euro e il certificato ha validità di 5 anni.
  • La distanza minima dalle persone non coinvolte è 30 metri, riducibile a 5 metri solo con low speed mode attivo.
  • L’A2 non copre voli sopra i 120 metri, BVLOS o scenari complessi: in quei casi si entra nella categoria specifica.

Che cosa copre davvero il certificato A2

Io distinguo sempre tre piani: il documento, il drone e lo scenario. L’A2 non è un permesso generico, ma il certificato che ti abilita a gestire un rischio un po’ più alto rispetto ad A1/A3, restando nella categoria open. In pratica, serve quando vuoi avvicinarti alle persone non coinvolte senza dover passare subito a una procedura autorizzativa più pesante.

Sottocategoria Cosa consente in pratica Limite che non puoi ignorare Quando ha senso
A1/A3 Volo base nella categoria open, con regole più conservative Non è pensata per operazioni ravvicinate in contesti delicati Hobby semplice, aree aperte, margine di rischio basso
A2 Volo con drone C2 e maggiore vicinanza alle persone non coinvolte 30 metri di distanza minima, o 5 metri con low speed mode Riprese e ispezioni leggere dove la distanza è importante ma gestibile
Categoria specifica Operazioni oltre i limiti della open Serve autorizzazione operativa o uno scenario standard applicabile BVLOS, voli sopra i 120 metri, contesti complessi o più rischiosi

La parte che crea più confusione, di solito, è questa: avere il certificato A2 non significa poter volare ovunque. Significa poterlo fare entro un perimetro normativo preciso, con una lettura più attenta del rischio a terra. Ed è proprio qui che entrano i requisiti pratici per ottenerlo in Italia.

Requisiti e percorso per ottenerlo in Italia

Per conseguire il certificato A2 in Italia devi arrivare all’esame con alcune condizioni già soddisfatte. La prima è banale solo in apparenza: devi avere la prova di completamento della formazione online A1/A3. La seconda è meno intuitiva per chi inizia da poco: devi anche dichiarare di aver completato l’addestramento pratico in autonomia, nelle condizioni previste per l’A3. La terza è il salto vero, cioè l’esame teorico aggiuntivo.

  1. Ottieni la prova A1/A3, oppure il titolo equivalente previsto per i profili già riconosciuti dalla normativa.
  2. Fai l’addestramento pratico autodichiarato, senza trattarlo come una formalità: serve a dimostrare che sai gestire il mezzo in modo coerente con l’A3.
  3. Accedi al portale ENAC, compila la procedura, paga il diritto fisso e inserisci la dichiarazione richiesta.
  4. Prenota la sessione presso un’entità riconosciuta autorizzata a gestire l’esame A2.
  5. Sostieni la prova teorica e, se la superi, scarica il certificato dalla tua area riservata.

Ci sono anche alcune condizioni di accesso che vale la pena tenere a mente. Il candidato deve essere maggiorenne e in possesso di SPID; tra i 16 e i 17 anni è possibile procedere con il consenso del genitore o tutore, seguendo la validazione prevista sul portale. Inoltre, l’esame A2 richiede che siano trascorsi almeno 15 giorni dal conseguimento della prova A1/A3. In Italia il diritto fisso è 31 euro, e questo è l’unico costo ufficiale che posso indicare con certezza: eventuali corsi preparatori dipendono dal centro scelto.

Un dettaglio utile per non partire col piede sbagliato: il percorso non è improvvisabile all’ultimo. Le sessioni sono gestite da entità riconosciute e non da qualunque scuola o piattaforma. Questa è una buona notizia, perché riduce il rischio di finire su servizi poco seri, ma impone anche di organizzarsi con anticipo.

Come si prepara l’esame e cosa studiare davvero

La prova A2 non è lunga, ma è più selettiva della A1/A3. Si compone di 30 domande a risposta multipla, da completare in 60 minuti, e si supera con almeno 45 punti su 60, cioè il 75% del punteggio massimo. Tradotto: non basta memorizzare due o tre distanze minime; devi capire il perché delle regole e saperle applicare a uno scenario concreto.

Nel syllabus ufficiale, i nuclei che contano davvero sono questi:

  • meteorologia, con attenzione a vento, turbolenza, visibilità e fenomeni che alterano il comportamento del drone;
  • prestazioni di volo, compreso l’effetto della massa, del baricentro e delle condizioni atmosferiche;
  • misure tecniche e operative per ridurre il rischio a terra;
  • gestione della distanza dalle persone non coinvolte e distinzione fra persone coinvolte e non coinvolte;
  • low speed mode e impatto reale di questa funzione sulla distanza minima;
  • limiti della categoria open e casi in cui bisogna cambiare completamente approccio operativo.

Qui, da autore, faccio una distinzione pratica che per me vale più di molte spiegazioni teoriche: chi studia A2 come se fosse solo un quiz sulle norme spesso si blocca, chi invece ragiona per scenari tende a passarlo con più sicurezza. L’errore classico è ignorare la meteorologia o sottovalutare il legame tra peso, autonomia e margine di controllo. Un altro errore frequente è confondere la distanza dalle persone con una distanza generica da mantenere “a occhio”.

Se dovessi preparare il test in modo essenziale, partirei da tre blocchi di studio:

  • regole operative della categoria open, così da capire dove finisce l’A2;
  • meteorologia di base, perché vento e visibilità incidono molto più di quanto credano i principianti;
  • gestione del rischio a terra, cioè tutto ciò che riduce le conseguenze di un errore prima che l’errore accada.

Quando questi pezzi sono chiari, il resto diventa molto più leggibile. E a quel punto ha senso passare dalle regole astratte a quelle che ti accompagnano davvero durante il volo.

Le regole operative che restano anche dopo l’esame

Il certificato non ti libera dai limiti, li rende solo più gestibili. Io lo spiego così: l’A2 ti dà più spazio, ma chiede più disciplina. La regola più importante resta quella che riguarda le persone non coinvolte: non devi sorvolarle, e devi mantenere una distanza orizzontale di 30 metri, riducibile a 5 metri solo se il low speed mode è attivo e il drone lo supporta davvero.

Regola Cosa significa in pratica Errore tipico
Niente sorvolo di persone non coinvolte Non puoi usare l’A2 per passare sopra chi non partecipa all’operazione Credere che “stare sopra pochi secondi” sia accettabile
30 metri di distanza minima È il riferimento standard per operare vicino alle persone Misurare la distanza in modo approssimativo o solo visivo
5 metri con low speed mode Si applica solo se la funzione è attiva e il mezzo la prevede Pensare che basti selezionare una modalità qualsiasi per accorciare la distanza
120 metri di quota massima Resta il limite tipico della categoria open Confondere A2 con autorizzazione a salire più in alto
Registrazione operatore e dati del drone L’operatore deve essere registrato e il mezzo deve rispettare i requisiti di classe Pensare che il patentino basti da solo

Un altro punto importante è la distinzione tra drone e scenario. Un C2 ben configurato non rende automaticamente possibile qualsiasi volo in città, su folle o in ambienti con vincoli particolari. La categoria open resta il perimetro di riferimento per il tempo libero e per molte attività commerciali a basso rischio, ma quando il contesto diventa più delicato bisogna cambiare categoria o cercare uno scenario standard applicabile. Questo è il confine che, secondo me, molti sottovalutano.

In pratica, l’A2 è utile quando vuoi fare un lavoro pulito e regolato vicino a persone non coinvolte, ma non quando il volo richiede un’impostazione da missione complessa. Da qui la domanda più concreta: conviene davvero investire tempo e denaro in questo percorso?

Quando conviene davvero rispetto ad A1/A3 e alla categoria specifica

Qui la valutazione deve essere onesta. Se voli quasi sempre in campi aperti, lontano da persone e senza bisogno di avvicinarti troppo, spesso A1/A3 basta e avanza. Se invece il tuo uso reale include riprese in ambienti più stretti, ispezioni leggere o situazioni in cui la distanza dalle persone non coinvolte conta davvero, l’A2 ha senso. Se, al contrario, vuoi superare i limiti della categoria open, allora non stai scegliendo tra A1/A3 e A2: stai entrando nella categoria specifica, dove servono autorizzazioni o scenari standard.

Io considero il rapporto costo-beneficio abbastanza chiaro:

  • A1/A3 è la scelta più semplice quando il volo resta prudente e il contesto non impone avvicinamenti particolari.
  • A2 diventa interessante quando il margine operativo extra ti fa davvero risparmiare tempo, complicazioni o rinunce creative.
  • Categoria specifica è la strada corretta quando l’operazione esce dai binari della open, per esempio con BVLOS, quote superiori ai 120 metri o altri profili non compatibili con A2.

Un elemento che aiuta a decidere è la durata: il certificato A2 ha validità di 5 anni. Non è quindi un impegno effimero, ma neppure un titolo da ottenere per curiosità. Ha senso se lo userai davvero. Sul piano economico, il costo ufficiale dell’esame è contenuto; il vero differenziale, di solito, è il tempo speso per prepararsi bene e per scegliere una scuola o un ente affidabile, se decidi di appoggiarti a uno.

Se vuoi una regola semplice, la mia è questa: compro il livello A2 quando mi serve libertà operativa reale, non quando voglio solo aggiungere un titolo al profilo. È una logica molto più sana, perché evita di sovrastimare il certificato e di sottovalutare il contesto.

Prima di prenotare l’esame, controlla questi dettagli

Prima di fermarti su una data, io controllerei sei cose e lo farei nell’ordine giusto. Molti problemi nascono prima ancora di arrivare alla prova, non durante.

  • Hai già la prova A1/A3 salvata e accessibile?
  • Sono trascorsi almeno 15 giorni dal suo conseguimento?
  • Hai SPID attivo, oppure il consenso del genitore o tutore se rientri nella fascia 16-17 anni?
  • I dati anagrafici inseriti sul portale coincidono con quelli della fattura?
  • Il drone che vuoi usare è davvero compatibile con l’operazione che hai in mente, incluse le funzioni di low speed mode se ti servono?
  • Lo scenario rientra ancora nella categoria open, o stai cercando di forzare un caso che richiederebbe un’autorizzazione diversa?
Se questi punti sono chiari, l’A2 smette di sembrare una sigla tecnica e diventa quello che è davvero: uno strumento per volare meglio, non per volare senza limiti. E questa, per chi usa i droni con un minimo di ambizione pratica, è la distinzione che conta di più.

Domande frequenti

Serve già la prova di completamento A1/A3, oppure un titolo equivalente previsto per i profili riconosciuti, e va dichiarato l’addestramento pratico autodichiarato nelle condizioni previste per l’A3. Devi inoltre avere SPID; tra i 16 e i 17 anni puoi procedere con il consenso di un genitore o tutore. L’esame A2 richiede anche che siano trascorsi almeno 15 giorni dal conseguimento dell’A1/A3.

La prova prevede 30 domande a risposta multipla da completare in 60 minuti. Si supera con almeno 45 punti su 60, cioè il 75% del punteggio massimo. Oltre alle regole operative, contano soprattutto meteorologia, prestazioni di volo, gestione del rischio a terra e limiti della categoria open.

La regola standard è mantenere 30 metri di distanza orizzontale dalle persone non coinvolte e non sorvolarle. La distanza può scendere a 5 metri solo se il drone supporta davvero il low speed mode e la funzione è attiva. Restano comunque validi il limite di 120 metri e il perimetro della categoria open.

L’A2 ha senso se fai riprese o ispezioni leggere in contesti più stretti, dove la distanza dalle persone conta davvero. Se voli quasi sempre in aree aperte e molto prudenziali, spesso A1/A3 basta. Se invece superi i limiti della open, per esempio con BVLOS o quote oltre i 120 metri, devi passare alla categoria specifica.

Il certificato ha validità di 5 anni. Il diritto fisso richiesto per l’esame in Italia è di 31 euro; eventuali corsi preparatori dipendono dal centro scelto e non rientrano nel costo ufficiale indicato nell’articolo.

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a2 categoria open enac classe c2 meteorologia

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Eustachio Fiore

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Mi chiamo Eustachio Fiore e ho sette anni di esperienza nel campo della tecnologia, degli hobby e del tempo libero. La mia passione per questi argomenti è nata fin da giovane, quando ho iniziato a esplorare il mondo della tecnologia e a scoprire come essa possa arricchire le nostre vite quotidiane. Scrivere per elicotterielettrici.it mi permette di condividere le mie conoscenze e di aiutare gli altri a comprendere temi complessi in modo chiaro e accessibile. Mi dedico a scrivere articoli che spaziano dalle ultime novità tecnologiche a suggerimenti pratici per hobby che possono migliorare il nostro tempo libero. Sono sempre attento a verificare le fonti e a confrontare le informazioni, per garantire che ciò che presento sia utile, preciso e aggiornato. La mia missione è rendere la tecnologia e i suoi sviluppi comprensibili e interessanti per tutti, affinché possano essere utilizzati per arricchire le esperienze quotidiane.

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